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| La corsa degli anni come vento...
Sui piumini rugginosi delle canne s'accoccola il vento stanco: è vecchio il mio vento! il signore fugace innominabile che con dita femminee m'attecchiva malli di giorni sulla fragile nuca, verecondi e chiusi come visi di suore genuflesse all'altare; il fine dicitore che gironzolava distratto vellicandomi gli orecchi con arte seduttoria impreziosita di sentori fluiti dai felici trascorsi; umido e lascivo m'affabulava gli anni dei maremoti e di speranze; mi circuiva il percussionista godente con zufoli repentini, amava colpirmi con plaghe arrotate baluginanti oscene promesse.
Ammansito ora vola basso e cede sulle canne, si bagna nella palude delle lubriche meditazioni spaventando i girini dei pensieri danzanti intorno alla sostanza d'un essere biscia che s'arrotola nel fango.
Luigi Panzardi
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